OGGI COMPIAMO 2190 GIORNI, 6 ANNI!
Siamo nati l’8 marzo 2016 con un obiettivo tanto ambizioso quanto complesso: trasformare le persone per trasformare le organizzazioni.
Nel lavoro quotidiano di Smartive interveniamo spesso su una contraddizione comune a organizzazioni diverse tra loro.
Gli incipit di alcuni brief sono identici: da una parte si chiede alle persone di essere autonome, intraprendenti e capaci di adattarsi; dall’altra, le si invita a farlo all’interno di processi nei quali ogni deviazione richiede un’approvazione, le decisioni risalgono la gerarchia e l’errore è ancora vissuto come un’anomalia da giustificare.
La contraddizione emerge nelle piccole cose: si sollecitano idee senza chiarire chi potrà decidere come realizzarle; si incoraggia la sperimentazione pretendendo, allo stesso tempo, la certezza del risultato.
E se, prima di chiederci perché le persone non cambiano, provassimo a osservare le condizioni in cui chiediamo loro di farlo?
Una parete piena di post-it racconta che qualcosa è successo.
Ma la quantità di idee è solo l’inizio del processo creativo.
La parte interessante arriva quando iniziano a circolare, essere discusse, messe in dubbio e trasformate dal contributo degli altri.
Perché per esplorare davvero non basta riunire persone diverse intorno allo stesso tavolo. Servono spazi, tempi e comportamenti che permettano di farlo prima di iniziare a scegliere.
Con l’IA generativa possiamo passare da un’idea ancora poco definita a una prima direzione in pochissimo tempo. Una traccia, una struttura, un punto da cui partire.
È uno dei suoi vantaggi più evidenti. Ma proprio questa velocità apre una domanda interessante: cosa succede al nostro ragionamento quando una prima risposta arriva prima ancora che abbiamo esplorato davvero il problema?
La creatività è una delle capacità che rischiamo di dare più facilmente per scontata, proprio mentre l’IA rende sempre più semplice trovare risposte.
Eppure, nelle organizzazioni, il problema raramente è la mancanza di informazioni. Più spesso manca lo spazio per osservarle da prospettive diverse, collegare idee e persone e mettere in discussione ciò che sembra già deciso.
Stiamo ancora creando le condizioni per immaginare possibilità nuove?
Negli ultimi mesi, il confronto su change e trasformazione si è concentrato soprattutto sulle domande più immediate.
Quali attività cambieranno con l’Intelligenza Artificiale? Quali competenze serviranno? Quali processi potranno diventare più semplici, veloci o efficienti?
Sono domande necessarie, ma non più sufficienti.
La questione più urgente riguarda ciò che le organizzazioni vogliono diventare: che aziende vogliamo essere mentre la tecnologia trasforma il nostro modo di lavorare, decidere e creare valore?
Il progresso tecnologico è rapido ed inevitabile. La tecnologia è ovunque e non possiamo fare nulla senza considerare il suo ruolo nelle cose. Ad oggi è diventato difficile – se non impossibile – separare la vita online da quella offline, in quanto le due sono strettamente correlate tra loro. È come se vivessimo una vita ibrida, dove online e offline sono compresenti ed ugualmente importanti.
I journey di trasformazione che progettiamo sono pensati e disegnati appositamente rispettando le esigenze dei nostri utenti finali. Come? Combinando tra loro diversi format esperienziali che abbiamo strutturato e affinato nel tempo con l’obiettivo di renderli sempre più innovativi ed efficaci.
Il primo format che vi raccontiamo è lo Sharing Group.
23 Dicembre 2021.
È arrivato il momento dell’anno (sì, proprio quello!) in cui si tirano le somme, in cui si analizza minuziosamente il lavoro svolto con l’obiettivo di incominciare l’anno nuovo con i migliori propositi.
Se nel 2020 l'espressione più ripetuta è stata "you're on mute", nel 2021 le parole più pronunciate sono state transizione ecologica e trasformazione digitale.
Il team Growth di Smartive sa che – in un processo di accreditamento e di vendita – ci sono alcune domande ricorrenti. Presentiamo la metodologia, presentiamo i format, presentiamo il nostro people analitycs e dall’altra parte arriva il momento della fatidica domanda “In concreto cosa succede durante uno sharing group?” oppure “Come facilitate le sessioni di lavoro del bootcamp?”. Con il sorriso di chi è pronto a concorrere ad una puntata speciale di “Chi vuole essere milionario” siamo pronti a premere sul pulsante e scandire la risposta:
“A p p l i c h i a m o i l D e s i g n T h i n k i n g”!
Questa che sta per concludersi è stata la settimana dell’ hackathon organizzato per Novartis a conclusione di In Academy, un percorso che ha visto innanzitutto i marketeer di Novartis protagonisti di 8 learning sessions esperienziali con la partecipazione di manager e ospiti di altre organizzazioni, per ridisegnare il ruolo del markeeter Novartis all’insegna dell’omnicanalità.
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