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Durante la nostra learning expedition abbiamo percorso i tre piani di Vivatech incontrando soluzioni molto diverse, ma quasi tutte attraversate dall’IA: piattaforme, agenti, robot, applicazioni integrate nei prodotti e nei servizi.
Abbiamo camminato accanto ai robot di Unitree e, probabilmente, stretto più mani robotiche che umane.
La capacità tecnologica è impressionante, ma dove sono le persone?
Non sempre il problema coincide con ciò che stiamo provando a risolvere. A volte è il modo in cui lo definiamo, lo osserviamo e lo interpretiamo a tenerci dentro gli stessi schemi. È da lì che il cambiamento può iniziare: non aggiungendo nuove soluzioni, ma imparando a formulare domande diverse.
Quando due organizzazioni si incontrano, non si integrano soltanto processi e strutture. Si incontrano storie, abitudini, linguaggi e identità costruite nel tempo. È lì che il cambiamento smette di essere un progetto e diventa un percorso collettivo, capace di trasformare “io” e “loro” in un "noi".
Nelle organizzazioni si dice spesso che manca il tempo. Manca il tempo per approfondire, per capire uno strumento nuovo, per confrontarsi prima di prendere una decisione.
E così, poco alla volta, queste attività iniziano a sembrare qualcosa in più. Qualcosa da fare solo se resta spazio.
Ma cosa succede alla qualità del lavoro quando non troviamo più il tempo per fermarci a ragionare insieme?
Durante una sessione con un team cliente è emersa una distinzione interessante: Agile con la “A” maiuscola e agile con la “a” minuscola per distinguere la pratica dal mindset e cultura.
Agile può introdurre struttura, coordinamento e trasparenza, ma porta anche rapidamente alla luce il funzionamento profondo dell’organizzazione. Perché funzioni davvero, non basta adottare pratiche e framework: servono condizioni culturali, organizzative e decisionali capaci di sostenerli.
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Il progresso tecnologico è rapido ed inevitabile. La tecnologia è ovunque e non possiamo fare nulla senza considerare il suo ruolo nelle cose. Ad oggi è diventato difficile – se non impossibile – separare la vita online da quella offline, in quanto le due sono strettamente correlate tra loro. È come se vivessimo una vita ibrida, dove online e offline sono compresenti ed ugualmente importanti.
I journey di trasformazione che progettiamo sono pensati e disegnati appositamente rispettando le esigenze dei nostri utenti finali. Come? Combinando tra loro diversi format esperienziali che abbiamo strutturato e affinato nel tempo con l’obiettivo di renderli sempre più innovativi ed efficaci.
Il primo format che vi raccontiamo è lo Sharing Group.
23 Dicembre 2021.
È arrivato il momento dell’anno (sì, proprio quello!) in cui si tirano le somme, in cui si analizza minuziosamente il lavoro svolto con l’obiettivo di incominciare l’anno nuovo con i migliori propositi.
Se nel 2020 l'espressione più ripetuta è stata "you're on mute", nel 2021 le parole più pronunciate sono state transizione ecologica e trasformazione digitale.