Martedì 30 novembre, presso il Palazzo delle Stelline a Milano, si è tenuta l’ottava edizione dell’evento “Formare e Formarsi” e noi di Smartive non potevamo di certo mancare.
Di che cosa si tratta? Ve lo sveliamo subito!
Il 31 marzo, Giornata Mondiale del Backup, ci ricorda quanto sia importante proteggere i dati. Ma esiste un patrimonio ancora più fragile: la conoscenza che vive nelle persone e nelle pratiche quotidiane.
Oggi la vera continuità non riguarda solo il salvataggio delle informazioni, ma la capacità di far circolare l’esperienza e trasformarla in intelligenza collettiva.
Negli ultimi mesi l’intelligenza artificiale ha compresso tempi che sembravano incomprimibili e promette di permetterci di fare cose che fino a poco tempo fa non avremmo immaginato. La velocità non è più un vantaggio competitivo. È diventata uno standard. E proprio per questo emerge una nuova tensione nelle organizzazioni: quando tutto accelera, la comprensione rischia di diventare il vero collo di bottiglia.
A volte basta una frase, nel mezzo di una sessione, per riportare il focus dove serve davvero. Quando il confronto è autentico, esperienza, visioni e bisogno di mettersi in discussione smettono di creare distanza e diventano una vera occasione di apprendimento.
Milano Cortina 2026 non è solo un evento sportivo di cui ricorderemo le medaglie e le performance degli atleti. È un caso di change by design. E ci ricorda una cosa semplice: il cambiamento non accade. Si progetta.
Quando viene introdotto un nuovo strumento in azienda, lo spazio in cui si inserisce non è mai neutro. L’adozione parte: se ne parla, si condivide, si sperimenta.
Ma il passaggio più delicato arriva dopo, quando il nuovo deve diventare pratica quotidiana.
Cosa frena davvero le persone?
Il team Growth di Smartive sa che – in un processo di accreditamento e di vendita – ci sono alcune domande ricorrenti. Presentiamo la metodologia, presentiamo i format, presentiamo il nostro people analitycs e dall’altra parte arriva il momento della fatidica domanda “In concreto cosa succede durante uno sharing group?” oppure “Come facilitate le sessioni di lavoro del bootcamp?”. Con il sorriso di chi è pronto a concorrere ad una puntata speciale di “Chi vuole essere milionario” siamo pronti a premere sul pulsante e scandire la risposta:
“A p p l i c h i a m o i l D e s i g n T h i n k i n g”!
Questa che sta per concludersi è stata la settimana dell’ hackathon organizzato per Novartis a conclusione di In Academy, un percorso che ha visto innanzitutto i marketeer di Novartis protagonisti di 8 learning sessions esperienziali con la partecipazione di manager e ospiti di altre organizzazioni, per ridisegnare il ruolo del markeeter Novartis all’insegna dell’omnicanalità.
“Pensiero imprenditoriale, passione per l’innovazione e collaborazione sono i principi guida di tutte le nostre iniziative, ancor più se si tratta di iniziative orientate alla trasformazione digitale. Stiamo promuovendo ad esempio la contaminazione tra dipartimenti di progettazione tecnica e il dipartimento digital per favorire sempre più la cultura digitale all’interno delle nostre strutture”. Ecco come Annalisa Pasqualetti - HR Business Partner e Costanza Cardullo - Recruiting & Training Specialist di Körber Tissue descrivono i pillar alla base delle iniziative organizzate dall’azienda, volte a favorire agilità e pensiero digitale.
“Ascolto, responsabilità e inclusione sono a mio avviso le parole chiave del cambiamento e competenze su cui puntare. Abbiamo bisogno di costruire organizzazioni in cui le persone siano realmente ascoltate e sappiano ascoltare, siano responsabili e fortemente coinvolte nei processi decisionali a tutti i livelli dell’organizzazione e contribuiscano a creare una cultura inclusiva affinché ognuno possa sentirsi libero di essere sé stesso ed accolto e valorizzato per come è”: ecco come Silvia Parma, Global HR Manager - Smart Power Divison di ABB, descrive i principali fattori di cambiamento sui quali tutte le organizzazioni dovrebbero puntare.
Il nostro corpo e il nostro cervello non sono fatti per affrontare periodi di stress intensi e protratti nel tempo. Abbiamo quindi bisogno di pause per ricaricarci e per accogliere opportunità e nuove prospettive. Sembra incredibile, ma stare sotto ad un ombrellone a rilassarsi, senza fare nulla o fare una passeggiata in mezzo alla natura ha un potente effetto terapeutico e rigenerante. L’ozio (nella giusta dose) è quindi importante per disconnettersi e per aprirsi al cambiamento.