Nel lavoro quotidiano di Smartive interveniamo spesso su una contraddizione comune a organizzazioni diverse tra loro.
Gli incipit di alcuni brief sono identici: da una parte si chiede alle persone di essere autonome, intraprendenti e capaci di adattarsi; dall’altra, le si invita a farlo all’interno di processi nei quali ogni deviazione richiede un’approvazione, le decisioni risalgono la gerarchia e l’errore è ancora vissuto come un’anomalia da giustificare.
La contraddizione emerge nelle piccole cose: si sollecitano idee senza chiarire chi potrà decidere come realizzarle; si incoraggia la sperimentazione pretendendo, allo stesso tempo, la certezza del risultato.
E se, prima di chiederci perché le persone non cambiano, provassimo a osservare le condizioni in cui chiediamo loro di farlo?



