Negli ultimi mesi l’intelligenza artificiale ha compresso tempi che sembravano incomprimibili e promette di permetterci di fare cose che fino a poco tempo fa non avremmo immaginato. La velocità non è più un vantaggio competitivo. È diventata uno standard. E proprio per questo emerge una nuova tensione nelle organizzazioni: quando tutto accelera, la comprensione rischia di diventare il vero collo di bottiglia.
DISEGNARE IL CONFRONTO. PROGETTARE CONVERSAZIONI.
MILANO CORTINA 2026: OLTRE LO SPORT, UN CASO DI CAMBIAMENTO
IL CAMBIAMENTO È UNA QUESTIONE DI SPAZIO
COSA CI INSEGNA UN TACCUINO SUL FUTURO DEL LAVORO
DALL’IA COME PROMESSA ALL’IA COME PRATICA CONDIVISA
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è entrata nel lessico delle organizzazioni molto prima che nelle loro pratiche quotidiane. Se ne parla ovunque, spesso in modo polarizzato: come soluzione universale o come tecnologia difficile da comprendere e governare.
In mezzo a questa narrazione ci sono le persone. Persone che, nella maggior parte dei casi, osservano il cambiamento da una certa distanza.



