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La trasformazione digitale e il pericolo dell’ “overview effect”

In un fine settimana che si preannuncia lavorativo, sfoglio il giornale e l’occhio cade sull’articolo che racconta il rientro a Terra di Luca Parmitano e dei suoi 201 giorni in orbita, delle sue 4 passeggiate nello spazio a più di 400 km di altezza. Mentre scorro il pezzo giornalistico, leggo della Terra che appare stanca e soffocata e di un Pianeta che è in pericolo se non agiremo velocemente sui nostri comportamenti. Attivo un secondo livello di lettura quando parla di “overview effect” e inizio a scorrere i passaggi richiamati da “AstroLuca” come se fossero passaggi di un progetto di trasformazione digitale. 

La trasformazione digitale è essenzialmente cambiamento organizzativo, è una rivoluzione culturale in cui tutte le persone dell’Azienda si trovano a ri-orientare il proprio modo di lavorare e di collaborare, sfidando a tratti lo status quo, il modo di pensare, il mindset che troppo spesso è dato per scontato. Le insidie più grandi le troviamo in affermazioni come “abbiamo sempre fatto così”, “ questa è la nostra caratteristica, conosciamo come fare business”.

“Pensi di conoscere il Pianeta, di esserne una parte integrante, poi lo vedi da lontano e ti rendi conto che quello che hai visto è una piccolissima parte del tutto”

Questo è l’overview effect toccato con mano da Luca Parmitano, astronauta con una ricca esperienza alle spalle e primo comandante italiano della stazione orbitale dell’ESA. È lo stesso effetto che rintracciamo nelle Organizzazioni: leadership team e capi che ritengono di conoscere alla perfezione il business insieme “alle proprie persone” e, che davanti ad un percorso di cambiamento, scoprono essere necessario il guardarsi intorno con occhi nuovi, è fondamentale ascoltare e creare le condizioni per una rigenerazione bottom-up.

Il cambiamento, il valore che il digitale può dispiegare sta nell’adottare un punto di vista nuovo spostando l’attenzione, almeno nella fase iniziale, dalla tecnologia alle persone e al loro potenziale. Supportare, creare empowerment, attivare una sponsorizzazione dei nuovi comportamenti e dei valori necessari ad agirli per evitare di rimanere incastrati nell’illusione dell’overview effect. Tutto questo implica mettersi prima di tutto in discussione, aprire la propria visione delle cose ed il proprio stile di leadership.

Credere nelle persone, aiutarle a pensare e a farsi le giuste domande come impone l’era del Novocene dove il digitale è ormai realtà quotidiana. Il significato di digitale richiama il codice binario 0-1 della programmazione dei software. Digitale deriva dal latino “digitus”, che fa riferimento alle dita delle mani utilizzate per contare. Per saper muovere le mani sulla tastiera, dobbiamo prima comprendere il codice e farlo nostro. Ecco che i percorsi di cambiamento richiedono una riflessione sui principi e sui valori che stanno alla base del nuovo modo di lavorare delle organizzazioni.

Sperimentazione, flessibilità, misurazione ma anche confronto con il rischio: AstroLuca ha effettuato in orbita oltre 200 esperimenti, ha speso 25 ore in riparazioni resesi necessarie. In un progetto di trasformazione digitale ci comportiamo come esploratori dello spazio: numerosi progetti pilota che si trasformano in qualcosa che produce valore per l’organizzazione, a volte torniamo sui nostri passi archiviando progetti che si sono dimostrati non efficaci: sperimentiamo, testiamo, misuriamo per cambiare, rischiamo uscendo dalla routine.

E da AstroLuca dovremmo imparare a gettare il cuore oltre l’ostacolo, a mettere in pratica la c.d. intrapreneurship:

“Quanto vuoi arrivare oltre?” – gli viene chiesto da una Giovanissima e lui risponde “ Tu scegli il limite. Il tuo desiderio sarà il motore che ti farà arrivare dove vuoi, Luna, Marte o altrove”.

E voi Leader delle aziende dove volete arrivare? Competenze, skill ma anche una verace voglia di andare “oltre”, di far spazio al talento e di siglare un nuovo patto di collaborazione con le vostre persone che, come dimostrano spesso nelle diverse fasi di sperimentazione, sono pronte ad orbitare, a manutenere e a scommettere per fare dell’Organizzazione motore di valore e orgoglio. 

Attenti all’overview effect! Perché

“Per andare nello spazio non basta esser bravi, bisogna essere una crew, un equipaggio, lavorare insieme valorizzando le differenze”.

Come hanno fatto Hazza Al Mansouri, primo astronauta degli emirati, e Jessica Meir, astronauta di discendenza ebraica: sono arrivati come individui comuni, hanno condiviso un progetto e una visione come equipaggio, sono rientrati come fratelli e sorelle.

Facciamo spazio al cambiamento, sfidiamoci ad andare “Oltre”, con coraggio e umiltà. Grazie a Luca Parmitano per l’esempio di leadership collaborativa e per questa lezione di “open transformation” che ha dato alla mia domenica lavorativa una prospettiva più ricca.

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